giovedì 25 maggio 2023

Azienda Agricola commendator Pozzobon Rosalio – Volpago del Montello (TV) Viaggio nella Marca Trevigiana, alla scoperta dei vini del territorio del Montello

 

La Via delle Buone Cose - Le degustazioni di Borghi d’Europa




La cantina Commendator Pozzobon Rosalio, si trova a Volpago del Montello (TV), un territorio collinare racchiuso tra il Monte Grappa e il fiume Piave, nei luoghi delle denominazioni Asolo Prosecco Superiore e Montello Rosso. La famiglia Pozzobon si è stabilita a Volpago del Montello fin dal 1700; da generazioni producono i loro vini con un lavoro che si basa sull’amore per la vite e la cura della terra. La cantina è associata alla FIVI, Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti.

Il Montello, in provincia di Treviso, è un luogo vocato per la viticoltura grazie alle particolari condizioni pedoclimatiche ed alla natura del suolo, dove spicca la terra rossa che è data dalle componenti ferrose contenute nella roccia madre calcarea. Un terroir idoneo per la coltivazione dei vitigni bordolesi: cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot, carmenere, presenti in loco fin dalla seconda metà dell’Ottocento, dai quali si ottiene un elegante vino rosso complesso e variegato - adatto ad un lungo affinamento - appartenente alla denominazione “Montello Rosso o Rosso del Montello DOCG”.

Nell’accogliente sala di degustazione di Volpago del Montello, Giuliano Pozzobon ci ha fatto conoscere i vini della cantina, nelle diverse tipologie e denominazioni. Vini territoriali, capaci di raccontare saperi e tradizioni. Il Montello ed i Colli Asolani sono luoghi caratterizzati da un ricco patrimonio ambientale, culturale e storico, una visita irrinunciabile per gli enogastronomi.,

Questi i vini degustati:



Pinot Nero Rosé Brut VSQ 2022 - alc.12% vol. - 100% Pinot Nero

Degustazione: Lucente rosa tenue, dal perlage sottile e persistente. All’olfatto i profumi ricordano i petali di rosa e la piccola frutta rossa: fragole, ciliegie, ribes. La trama gustativa è sottile, raffinata, un sorso fresco e sapido che si accompagna ad una buona struttura. Finale lungo con richiami fruttati e floreali.

Note tecniche: Uve coltivate in terreni collinari a Volpago del Montello; raccolta manuale a fine agosto. Pigiatura soffice, vinifica in vasche d’acciaio. Charmat lungo.

Vitigno: Il pinot nero, probabilmente originario della Borgogna, è uno dei vitigni a bacca rossa più celebri e desiderati al mondo. È un vitigno, delicato, esigente, complesso, difficile da coltivare e che ha bisogno del terreno giusto per potersi esprimere al meglio.

Abbinamento: piatto di linguine all’astice, oppure tagliolini al ragù bianco di coniglio. Il sig. Giuliano Pozzobon lo propone anche in accompagnamento con la pizza.



Recantina - Montello Asolo DOC 2020 - alc. 13,5% vol. - 100% Recantina

Degustazione: Rosso rubino intenso con sfumature violacee. Al naso nuance floreali di viola e ciclamino, fini sentori di frutta rossa e scura: ribes, mora, mirtillo, ciliegia, una sottile speziatura di pepe, ginepro. ed accenni vegetali. Al palato è morbido, accompagnato da una vivace freschezza e da un tannino integrato. Buona struttura. Finale lungo, piacevolmente sapido. Un vino che esprime ottime potenzialità di evoluzione.

Note tecniche: zona di produzione Asolo - Montello. Il vino ha subìto una lunga permanenza in legno in botti di rovere di media grandezza da 17 Hl.

Vitigno: la recantina è un vitigno autoctono a bacca rossa, diffuso in particolare nella fascia pedemontana compresa tra Bassano del Grappa e Asolo. Il vitigno veniva citato già alla fine del ‘600 da Giacomo Agostinetti nell’opera “Cento e dieci ricordi che formano il Buon Fattor di Villa”, come una delle migliori uve coltivate nel Trevigiano. Da una indagine del 1874, condotta dal prof. Angelo Vianello e dal dott. Antonio Carpenè, risultava tra le uve rosse più coltivate in tre comuni del distretto di Treviso, in due comuni nel distretto di Asolo e in due comuni nel distretto di Castelfranco.

Agli inizi del Novecento il vitigno era praticamente scomparso; recentemente - grazie ad alcuni produttori ed a un lungo lavoro di ricerca - la recantina è stata recuperata. Dal 2011 è stata riconosciuta la “DOC Recantina” nel disciplinare di produzione del Montello e Colli Asolani.

Abbinamento: Spiedo di carni miste - un famoso piatto della cucina tradizionale del Veneto - ma anche con il coniglio alla cacciatora o con il coniglio con le prugne, ricette riportate nella rivista “L’Etichetta” – Guida alla vita materiale secondo Luigi Veronelli - anno 1992.



58 - Rosso Veneto IGT 2020 - alc. 13,5% vol. - 100% Cabernet Cortis (Piwi)

Degustazione: Veste Rosso rubino intenso; al naso decise note di frutti di bosco: lampone, ribes nero, seguono profumi di erbe aromatiche ed aromi speziati di pepe nero, noce moscata e chiodi di garofano. Un vino che ci ha favorevolmente sorpreso per la struttura e la trama tannica vigorosa. Finale di bocca un po' astringente.

Note Tecniche: zona di produzione delle uve: Volpago del Montello. Il vino ha subito una lunga permanenza in legno per oltre 12 mesi, in botti di media grandezza.

Vitigno: il cabernet cortis è stato ottenuto nel 1982 dall’ Istituto Viticolo Statale di Friburgo, incrociando cabernet sauvignon x solaris. Il vitigno è riconosciuto come una varietà resistente alle principali malattie fungine (PIWI un acronimo derivante del tedesco pilzwiderstandfähig), che consente una significativa riduzione dei trattamenti chimici, proteggendo così l’ambiente.

Abbinamento: Filetto di manzo in crosta.




Non poteva mancare l’assaggio del vino simbolo dell’azienda, il Rosso del Commendator – Montello Asolo Rosso DOC 2019, ottenuto vinificando le uve di cabernet sauvignon e merlot. Un vino di personalità, profondità ed eleganza, da assaporare e sorseggiare in accompagnamento a piatti di carne della tradizione, come ad esempio la “Faraona in Salsa Peverada”.

Il Rosso del Commendator ha ottenuto la medaglia d’argento 2022 al “Concours Mondial Bruxelles”, la medaglia d’oro al Concorso Enologico Internazionale “Città del Vino” 2022 ed è stato premiato con la doppia medaglia d’oro alla competizione enologica internazionale “Gilbert & Gaillard”.

Un ringraziamento alla famiglia Pozzobon per l’amichevole accoglienza ed un cordiale arrivederci.



Antonella Pianca





Fotografie di Giovanni Damian ©2023





Eurosostenibilità – A convivio nelle Terre del Piave : asparagi e pesce di fiume – L'intervento di Laura Panizutti a Cimadolmo




Borghi d'Europa promuove all'interno del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio Iai-Iniziativa adriatico ionica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica), un Percorso Internazionale denominato Aquositas,Le Vie d'Acqua.


I giornalisti e i comunicatori della rete hanno così organizzato una tappa alla Antica Trattoria l'Isetta

di Cimadolmo, riaperta da pochi giorni grazie a Denise e Manuel, giovani ma competenti anfitrioni.


Il tema dell'incontro : asparagi e pesce di fiume.

Alessio Tonini (Itticoltura Tonini,Saletto di Piave) ha fornito la trota affumicata e la spigola, per un menù essenziale, ma ricco di spunti.


Trota affumicata come antipasto, adagiata su ortaggi di stagione.

Il classico risotto con le punte di asparagi.

La spigola come diocomanda!


"La trota salmonata -osserva Alessio Tonini-, è allevata in acque sorgive fresche e molto ossigenate. Dopo il passaggio in salamoia con erbe di montagna, la trota è avviata all’ affumicatura, data da segatura di legni alpini dolci. Si serve con un filo di olio extra vergine di oliva, pomodorini e verdure fresche o lessate."


Antonella Pianca, giornalista e Degustatrice AIS, ha proposto Prime Note di Ceotto Vini di Colfosco (Susegana), vino rifermentato in bottiglia 100% glera, inserito nel progetto Col Fondo Agricolo di FIVI.

"La torbidità e il naturale sedimento di lievito dona a questo vino un’importante struttura ecomplessità che si amplifica di anno in anno, l’evoluzione è continua e sorprendente.".


La Ribolla Gialla di Marco Scolaris nasce da un vitigno antichissimo presente in Friuli Venezia Giulia, nel Collio, fin dal 1300. Il colore è giallo paglierino con riflessi verdognoli.

Le note dei fiori di castagno armonizzano con il sapore degli agrumi e l’aroma della frutta esotica: pieno, suadente, di buona acidità e con retrogusto aromatico.


Giovanni "Senior" costruì la prima piccola cantina, e fu tra i primi a distribuire e a far conoscere i vini locali in tutta la regione, anche in tempo di guerra, trasportando le botti con un carro trainato dai cavalli.

Giovanni "Junior" creò una cantina sotterranea con all'interno le prime botti in cemento e la prima linea di imbottigliamento: una vera avanguardia per l'epoca.

Marco ha trasformato la vocazione del nonno in una realtà che si è espansa sul mercato nazionale e internazionale.

Oggi la quarta generazione di vignaioli è rappresentata da Gianmarco che, forte dell'esperienza delle generazioni precedenti, punta a proiettare l'azienda verso un futuro ancora migliore.

La Scolaris nel suo percorso storico di quasi un secolo, ha saputo fare dell’autenticità del suo vino, della semplicità e raffinatezza del suo marchio e della serietà professionale, i suoi punti di forza.


Infine l'intervento di Laura Panizutti, consulente finanziario e patrimoniale, sui temi della sostenibilità nella filiera agroalimentare.




"La questione della qualità e sicurezza alimentare è oggi un tema centrale nel dibattito internazionale affrontato da una molteplicità di organizzazioni internazionali quali la FAO o l'Organizzazione mondiale della Sanità e si ripercuote sugli scambi e sugli accordi che li regolano. Lo sviluppo di modelli sostenibili e di garanzia della qualità richiede modifiche nella struttura e organizzazione delle supply chain (associazioni di produttori, integrazione verticale, organizzazione di reti) e politiche che accompagnino questi processi garantendo un'equa distribuzione del valore.

Una reputazione di alta qualità è sempre più necessaria per sostenere la competitività e la redditività dell'agricoltura europea e, in particolare, di quella italiana che non potendo contare su grandi economie di scala, ha sempre puntato sull'eccellenza delle proprie produzioni. Allo stesso tempo, i consumatori sempre più richiedono prodotti autentici ottenuti con metodi specifici e tradizionali. Sistemi di etichettatura affidabile e denominazioni d'origine sono alcuni degli strumenti utilizzati per comunicare le caratteristiche del prodotto e le modalità di produzione agli acquirenti e i consumatori. Un sistema di regole, controlli e sanzioni efficaci è necessario per proteggere consumatori e produttori rispetto a pratiche commerciali sleali. "

Affrontare le sfide della sostenibilità vuol dire anche, in sintonia con quanto proposto dall'Unione Europea, porre l'attenzione sulla bioeconomia cioè la produzione e trasformazione delle risorse biologiche rinnovabili e dei rifiuti in prodotti a valore aggiunto quali alimenti, mangimi, bioprodotti e bioenergie, mediante l'uso efficiente delle risorse e lo sviluppo di sistemi di produzione a ridotta emissione di gas a effetto serra, che si adattino agli effetti negativi dei cambiamenti climatici e che li attenuino.

domenica 30 aprile 2023

Il Buon Paese – Borghi d'Europa alla Cantina del comm. Rosalio Pozzobon a Volpago del Montello

 

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno proposto in uno stage multimediale presso la Cantina del comm. Rosalio Pozzobon a Volpago del Montello, i temi delle iniziative di informazione del progetto L'Europa delle scienze e della cultura ( patrocinato da ESOF2020 e dalla IAI - Iniziativa Adriatico Jonica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella Regione Adriatico Jonica).


La storia : nel 1992 a Volpago del Montello, Luigi Veronelli

Venezia.La Mostra del Cinema. Il ristorante Ai Gondolieri.

Complici gli instancabili animatori della associazione l'Altratavola (nata sotto il Patrocinio della rivista l'Etichetta), si incontrano (siamo nel 1992) Giulia Zucchi di Poada (figura storica della cunicultura italiana) e Luigi Veronelli.

Conosciutisi nel corso di una trasmissione televisiva con Ave Ninchi,Veronelli e Giulia Zucchi hanno da sempre fatto proprie le ragioni della qualità, conducendo una battaglia senza soste per far prevalere tra i produttori questa filosofia di vita.

Giulia è appena diventata presidente di Coniglio Italia, nata per difendere e valorizzare la carne italiana : così chiede a Luigi Veronelli una testimonianza particolare in favore della carne nazionale, riconoscendogli una vita in difesa delle piccole produzioni di pregio.

Detto,fatto.

La rivista L'Etichetta dedica nel mese di novembre 1992 al tema di 'Ghiotto Coniglio' uno speciale con le ricette esclusive di Anna Bonetti.

Un intenso programma di incontri e degustazioni si tiene a Volpago del Montello, sotto il Patrocinio della Civica Amministrazione e della Associazione l'Altratavola.

"... il coniglio – osservava Luigi Veronelli-, è al meglio o al peggio secondo le cure di chi lo alleva. La carne di coniglio migliore - quanto mi piace gridarlo (sono un patriota da che la patria è ciò che si conosce e si capisce)- è prodotta in Italia ".

Altre pagine vengono dedicate alla Mostra dei Vini della Riviera del Montello e a Paronsin Gobbato, al mondo della ristorazione e produzione locali.



All'incontro presso la Cantina comm.Rosalio Pozzobon, vengono presentati e degustati quattro vini

d'eccellenza : Rosso del Commendator (Montello D.O.C.G.), Pinot Nero ROSÈ Brut ( Spumante,

Vitigno 100% Pinot Nero), il 58 ( Rosso Veneto Igt, da uve resistenti), Recantina (autoctono,Montello 

Asolo D.O.C.)


Antonella Pianca, giornalista e degustatrice AIS, ha guidato con Giuliano Pozzobon il viaggio del gusto. Sue le note di degustazione alle quali Borghi d'Europa dedica un ampio servizio per il Percorso Internazionale Eurovinum.


Fabio Stefanon, nume tutelare de La Bottega dei Sapori Crai di Pederiva di Montebelluna ha proposto in accompagnamento il salame gentile e la spalla di San Secondo del Salumificio Villani.



" La spalla è ricavata dalla spalla intera del suino con la sua coppa, di origine rigorosamente italiana. Viene lasciata riposare in un infuso di acqua, sale e i suoi tipici aromi naturali per almeno 15 giorni, poi insaccata in vescica naturale e legata con corda da mani esperte. Dopo una breve asciugatura, viene cotta lentamente. Ne deriva un salume cotto molto delicato, morbido per la sua marezzatura e profumato. È un salume tipico della tradizione rivierasca del Po, prodotto esclusivamente a Parma nelle zone della bassa, un prodotto unico dalla nobile tradizione.


Il salame gentile è il tipico salame della tradizione emiliana fatto con carni di suino italiano, macinate e condite con pepe nero in grani e vino bianco secco che ne valorizza e caratterizza il profumo. Colore vivo e impasto morbido, gusto dolce.


Il pane artigianale de l'Antico Forno di Andrea Semenzin di Caerano San Marco, ha ben commentato la degustazione. L'Antico Forno di Andrea Semenzin è infatti una delle attività che ha reso possibile la nascita del Percorso Internazionale Le Vie del Pane e che, ostinatamente, persegue la propria strada fatta di artigianalità ed eccellenza.


Oggi tutti parlano di qualità e di eccellenza, troppo spesso a vanvera.

Così i giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa hanno deciso di rituffarsi nella propria storia,

per riportare a galla le ragioni di battaglie mai sopite.

venerdì 21 aprile 2023

La Via dei Norcini – La Lingua di suino salmistrata del Salumificio Spader


Riprende il cammino del Percorso Internazionale La Via dei Norcini, che la rete Borghi d'Europa

promuove nel quadro del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica,Forum Integovernativo per la cooperazione regionale nella regione adratico ionica).


In occasione dello stage d'informazione che si è tenuto a Conegliano, nel corso della degustazione

è stata presentata la Lingua di suino Cotta a Bauletto del Salumificio Spader di Mosnigo : specialità gastronomica ricavata da lingue di suino nazionale,pulite a zero e successivamente cotte a vapore

all'interno di uno stampo e confezionate poi sottovuoto.




La Lingua ha un gusto delicato e leggermente aromatizzato, si presta in modo particolare alla preparazione di piatti freddi.

Da Giallo Zafferano :https://blog.giallozafferano.it/cucinalaura/lingua-salmistrata/

Borghi d'Europa è presente in Giallo Zafferano con il blog del giornalista Renzo Lupatin,

Gusti Vari.


La lingua salmistrata è una ricetta antica, direi secolare.

E’ una ricetta tipica del Veneto, ma successivamente diffusa anche nelle regioni limitrofe come la Lombardia, l’Emilia, il Friuli e il Trentino.


Questa preparazione è nata in origine per conservare la lingua bovina il più a lungo possibile in quanto non esistevano i metodi moderni che abbiamo noi oggi, ma poi nel tempo è diventata un’eccellenza della tradizione popolare veneta diffusa e conosciuta in tutta Italia.


Il termine “salmistro” è un nome popolare attributo dai contadini al sale, l’ingrediente essenziale per la preparazione di questo prodotto, necessario per la sua conservazione. Ma la conservazione e la particolarità della ricetta è che si utilizza il salnitro, che non è altro che il nitrato di potassio. Questa preparazione prevede che la lingua di manzo venga lasciata marinare per un periodo preciso in sale e salnitro. Durante questo procedimento la lingua viene massaggiata più volte per far penetrare gli ingredienti al suo interno.

Una volta effettuata questa procedura la lingua va lessata insieme agli aromi e successivamente servita a fette. Si presenta di un tipico colore rossastro dal gusto delicato. La carne risulta compatta e morbida.

Come avete capito la procedura è un pò lunga, ma non è assolutamente difficile.


La lingua rientra nei tagli del quinto quarto, insieme a trippa, fegato, cuore, rognone e cervella. Tagli ritenuti poveri, ma che se cucinati nella maniera giusta risultano molto gustosi.


Anche Pellegrino Artusi nel suo libro nel 1891 parla di questa preparazione definendola “lingua alla scarlatta” per il suo colore:

“Prendetene una di bestia grossa, cioè di vitella o di manzo, e con grammi 20 o 30 di salnitro, a seconda del volume, strofinatela tutta finchè l’abbia tirato a sè. Dopo ventiquattr’ore lavatela con acqua fredda diverse volte e così umida, strofinatela con molto sale e lasciatela sul medesimo otto giorni, avvertendo di voltarla ogni mattina sulla sua salamoia, prodotta dal sale che si scioglie in acqua. Il modo migliore di cucinarla essendo di farla lessa, mettetela al fuoco con acqua diaccia, la sua salamoia naturale, un mazzetto guernito e mezza cipolla steccata con due chiodi di garofani, facendola bollire per tre o quattro ore. Spellatela quando è ancora a bollore, lasciatela freddare e mandatela in tavola.“


Il procedimento di conservazione della lingua è rimasto quasi invariato nel tempo. Possono variare magari le spezie o le erbe aromatiche utilizzate.

Oggi esistono principalmente due scuole di conservazione della lingua.

Il primo metodo prevede che la lingua venga strofinata manualmente con il salnitro naturale e poi cotta in una pentola dove precedentemente si è ottenuto un liquido denso, ottenuto facendo bollire acqua, aceto, pepe e spezie.

Il secondo metodo, che poi è quello utilizzato dagli artigiani che la producono, prevede l’infusione della lingua in apposite vasche di maturazione per un periodo di circa 30 giorni, aggiungendo un mix di sale, erbe aromatiche e spezie per donare un gusto e un profumo unico alla carne. La lingua viene poi lavata accuratamente in modo da eliminare tutte le impurità, successivamente viene poi conservata in luoghi freschi e umidi e consumata nel giro di un paio di mesi.



Antonella Pianca, giornalista e Degustatrice AIS suggerisce un buon lambrusco secco in abbinamento.

Eurosostenibilità : Continua la partecipazione di Elisa Elettroimpianti alle iniziative di informazione per il 2023 – Il secondo intervento di Giuliano Sartor

 


I giornalisti e i comunicatori della rete Borghi d'Europa hanno inserito l'azienda Elisa Elettroimpianti di Crocetta del Montello (TV), nel progetto Eurosostenibilità.

In questo gennaio 2023 riprende così il cammino del percorso d'informazione ispirato ai Goals dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Giuliano Sartor, nume tutelare dell'azienda, ci spiega : “ Lo scopo è quello di realizzare una imponente campagna che si concretizzerà nella pubblicazione di oltre 1000 servizi informativi e nella realizzazione di almeno 20 trasmissioni multimediali, grazie alla rete del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica)."





Sottoscritta il 25 settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri delle Nazioni Unite, e approvata dall’Assemblea Generale dell’ONU, l’Agenda è costituita da 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile – Sustainable Development Goals, SDGs – inquadrati all’interno di un programma d’azione più vasto costituito da 169 target o traguardi, ad essi associati, da raggiungere in ambito ambientale, economico, sociale e istituzionale entro il 2030.

"Fissare obiettivi comuni incoraggia tutti – governi, aziende, centri di ricerca e la società nel suo insieme - ad agire a livello globale per la loro realizzazione, raccogliendo e mettendo a disposizione una grande varietà di forze, conoscenze e risorse. Ciò permette di costruire alleanze che lavorino per avere società più prospere, più giuste e più eque. E sai cos’altro c’è di buono nei Global Goals? Da qui al 2030, possiamo tenere d’occhio i nostri progressi; i Global Goals, infatti, fissano traguardi precisi in termini di risultati, che possono essere misurati – osserva Giuliano Sartor,nume tutelare di Elisa Elettroimpianti:"


Nel corso del 2023 Elisa Elettroimpianti svilupperà gli approfondimenti dei singoli Goals, alla luce delle proprie esperienze e del certosino lavoro che Borghi d'Europa stà conducemdo.


sabato 14 gennaio 2023

I Borghi del gusto lungo le strade ferrate - Restavracja Postaja Poljana (Slovenia)

 



" In questa nuova food experience vogliamo portarti sul vecchio confine Italo/Sloveno e più precisamente alla Restavracja Postaja Poljana.

Questo ristorante si trova poco distante dalla Ferrovia a scartamento ridotto che negli anni tra il 1916 e il 1932 collegava Cividale a Caporetto. Un posto molto affascinante dal sapore di nostalgia.

Per conservare la memoria di quella infrastruttura ormai dismessa, ne porta oggi il nome il ristorante “Stazione Poljana”.



"Il menù presenta piatti di carne, con un una pagina dedicata all’agnello che è una delle specialità, e piatti locali che variano a seconda della stagione.

Siamo attirati da tutto il menù.

Pensiamo di ordinare come antipasto una Tartara, che Rodolfo ci dice essere una cosa fantastica. Peccato che la cameriera ci dica che in questo periodo dell’anno non la preparano, perchè la temperatura elevata fa si che la carne si deteriori velocemente. Apprezziamo molto che si rispetti la stagionalità dei piatti.

Decidiamo allora di prendere un antipasto da condividere e scegliamo una Planinska skuta s krompirjem voblicah ali popečeno polento che è una ricotta di montagna con patate al forno e polenta fritta. Come piatto principale Erika non perde l’occasione di provare Jagenčje zarebrnice na žaru s prilogo alias Costolette d’agnello alla griglia con contorno. Io invece decido di stare leggero e prendo Ljubljanski zrezek s prilogo che è una Cotoletta alla lubianese con contorno.


Ordine fatto, ora non rimane che attendere sorseggiando la nostra birra fresca.


L’attesa è breve e arriva al tavolo la cameriera sorridente che ci porta la ricotta di montagna. Il piatto è molto invitante, decidiamo di metterlo in mezzo a noi e non vediamo l’ora di assaggiarlo. Le mie papille sono già in fermento, ancora prima di portare la prima forchettata alla bocca.


Ricotta di montagna

La ricotta è condita con olio e pepe che ne esaltano il sapore. Si presenta di colore bianco latte con una consistenza soffice e compatta, ha un sapore intenso e gustoso. Considerato il gusto intenso ci sembra essere una ricotta di latte di pecora.

Davvero buona.

Il piatto viene finito in fretta e non resta che una foglia di insalata.

Erika mi dice:

“Mangia l’insalata che ti fa bene.”

Io cordialmente le rispondo:

“Noi dai mangiala tu.”

Alla fine la foglia d’insalata rimane nel piatto.


Dopo questo piccolo intermezzo arrivano i piatti principali, le costolette per Erika, che dopo ci descriverà, e la mia cotoletta alla lubianese.


Cotoletta alla lubianese

La cotoletta alla lubianese è una cotoletta di maiale ripiena di prosciutto e formaggio, il tutto impanato e fritto. In pratica prendi una fetta di carne, sopra ci metti una o più fette di prosciutto, sopra ancora del formaggio, poi rimetti le fette di prosciutto e un’altra fetta di carne il tutto lo impani e lo friggi.


Cotoletta alla lubianese



Una bomba calorica di bontà non indifferente.

A ogni boccone una sinfonia di sapori pervade i miei sensi.

La cotoletta è cotta alla perfezione, l’impanatura è croccante e gustosa e soprattutto la frittura non è unta. Il piatto non è innondato dall’olio, come ci si potrebbe aspettare.


Davvero complimenti al cuoco.

Chiedo a Erika se gradisce un assaggio.

Lei mi chiede:

“Sei sicuro di volermi concedere un pezzetto?”


“Ma certo, ti faccio assaggiare; poi in cambio assaggio le costolette.”

Il suo viso a quel punto si oscura come in un manga giapponese e a stento mi dice: “Certo.”


Erika ora vuoi parlarci del tuo piatto, mentre io assaggio quel pezzettino di agnello che mi hai gentilmente dato?

La specialità della Postaja Poljana è l’agnello (c’è scritto all’ingresso 😀). E in effetti queste costicine sono tenere, burrose, e mi sembrano marinate nel vino rosso che le rende ancora più saporite.



Costolette d’agnello alla griglia

Mi piacciono assai. Sono anche abbondanti e spolpo l’osso con molta concentrazione ed intensità, cercando di non sprecare neanche un briciolo di questo ben di Dio.


Costolette d’agnello alla griglia

Per finire siamo indecisi sul dolce. Siamo satolli però ci sono le Palačinke che sono una specie di crepes e gli Štruklji cioè degli strucoli ripieni.

Decidiamo di prendere gli Štruklji e la cameriera ci conferma che è un’ ottima scelta.


Štruklji

Sul dolce io alzo la forchetta e lascio la parola all’esperta.

Gli strucoli sono un dolce tipico di questa zona; ne esistono diverse varianti sia nella forma che nel ripieno. Questi sono come dei fagottini ripieni con noci e con una spruzzata di cannella, che vengono bolliti e conditi con burro fuso e una spolverata di zucchero.


Una bontà infinita che ti consigliamo di provare.

Ultra soddisfatti non ci resta che ordinare un caffè Meinl per chiudere alla perfezione questo pranzo.


https://ilcontoperfavore.com/restavracja-postaja-poljana/










Eurosostenibilità : Elisa Elettroimpianti partecipa alle iniziative di informazione per il 2023 – L'intervento di Giuliano Sartor

 



 




I giornalisti e i comunicatori della rete Borghi d'Europa hanno inserito l'azienda Elisa Elettroimpianti di Crocetta del Montello (TV), nel progetto Eurosostenibilità, per il settore la sostenibilità energetica.



In questo gennaio 2023 riprende così il cammino del percorso d'informazione ispirato ai Goals dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Giuliano Sartor, nume tutelare dell'azienda, ci spiega : “ Lo scopo è quello di realizzare una imponente campagna che si concretizzerà nella pubblicazione di oltre 1000 servizi informativi e nella realizzazione di almeno 20 trasmissioni multimediali,grazie alla rete del progetto L'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica)."





L’energia è un elemento centrale per quasi tutte le sfide e le opportunità più importanti che il mondo si trova oggi ad affrontare. Che sia per lavoro, sicurezza, cambiamento climatico, produzione alimentare o aumento dei redditi, l’accesso all’energia è essenziale.

L’energia sostenibile è un’opportunità – trasforma la vita, l’economia e il pianeta.



Fatti e cifre



• Una persona su cinque non ha accesso a moderni mezzi elettrici

• 3 miliardi di persone dipendono da legno, carbone, carbonella o concime animale per cucinare e per scaldarsi

• L’energia è il principale responsabile del cambiamento climatico, rappresentando circa il 60% delle emissioni di gas serra globali

• Obiettivo-chiave di lungo termine è la produzione di energia a bassa intensità di carboniomigliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sostegno



Traguardi



7.1 Garantire entro il 2030 accesso a servizi energetici che siano convenienti, affidabili e moderni

7.2 Aumentare considerevolmente entro il 2030 la quota di energie rinnovabili nel consumo totale di energia

7.3 Raddoppiare entro il 2030 il tasso globale di miglioramento dell’efficienza energetica



7.a Accrescere entro il 2030 la cooperazione internazionale per facilitare l’accesso alla ricerca e alle tecnologie legate all’energia pulita – comprese le risorse rinnovabili, l’efficienza energetica e le tecnologie di combustibili fossili più avanzate e pulite – e promuovere gli investimenti nelle infrastrutture energetiche e nelle tecnologie dell’energia pulita

7.b Implementare entro il 2030 le infrastrutture e migliorare le tecnologie per fornire servizi energetici moderni e sostenibili, specialmente nei paesi meno sviluppati, nei piccoli stati insulari e negli stati in via di sviluppo senza sbocco sul mare, conformemente ai loro rispettivi programmi di sos



" Ecco perchè ho deciso di partecipare alle iniziative di informazione che Borghi d'Europa

porta avanti con il progetto EUROSOSTENIBILITA' -, conclude Giuliano Sartor-.".Il Segretario Generale ONU Ban Ki-moon è stato iniziatore dell’iniziativa Energia Rinnovabile per Tutti (Sustainable Energy for All) per assicurare l’accesso universale ai servizi energetici moderni, migliorare l’efficienza energetica e accrescere l’uso di risorse rinnovab